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Agostino - De Trinitate - Liber Xiv - 11

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[VIII 11] Nunc uero ad eam iam peruenimus disputationem ubi principale mentis humanae quo nouit deum uel potest nosse considerandum suscepimus ut in eo reperiamus imaginem dei. Quamuis enim mens humana non sit eius naturae cuius est deus, imago tamen naturae illius qua natura melior nulla est ibi quaerenda et inuenienda est in nobis quo etiam natura nostra nihil habet melius. Sed prius mens in se ipsa consideranda est antequam sit particeps dei et in ea reperienda est imago eius. Diximus enim eam etsi amissa dei participatione obsoletam atque deformem dei tamen imaginem permanere. Eo quippe ipso imago eius est quo eius capax est eiusque esse particeps potest, quod tam magnum bonum nisi per hoc quod imago eius est non potest.

Ecce ergo mens meminit sui, intellegit se, diligit se. Hoc si cernimus, cernimus trinitatem, nondum quidem deum sed iam imaginem dei. Non forinsecus accepit memoria quod teneret, nec foris inuenit quod aspiceret intellectus sicut corporis oculus, nec ista duo uelut formam corporis et eam quae inde facta est in acie contuentis uoluntas foris iunxit. Nec imaginem rei quae foris uisa est quodam modo raptam et in memoria reconditam cogitatio cum ad eam conuerteretur inuenit, et inde informatus est recordantis obtutus iungente utrumque tertia uoluntate, sicut in eis ostendebamus trinitatibus fieri quae in rebus corporalibus reperiebantur uel ex corporibus per sensum corporis introrsus quodam modo trahebantur, de quibus omnibus in libro undecimo disseruimus. Nec sicut fiebat uel apparebat quando de illa scientia disserebamus iam in hominis interioris opibus constituta, quae distinguenda fuit a sapientia, unde quae sciuntur uelut aduenticia sunt in animo, siue cognitione historica inlata ut sunt facta et dicta quae tempore peraguntur et transeunt uel in natura rerum suis locis et regionibus constituta sunt, siue in ipso homine quae non erant oriuntur aut aliis docentibus aut cogitationibus propriis sicut fides quam plurimum in libro tertio decimo commendauimus, sicut uirtutes quibus si uerae sunt in hac mortalitate ideo bene uiuitur ut beate in illa quae diuinitus promittitur immortalitate uiuatur.

Haec atque huiusmodi habent in tempore ordinem suum, in quo nobis trinitas memoriae, uisionis et amoris facilius apparebat. Nam quaedam eorum praeueniunt cognitionem discentium; sunt enim cognoscibilia et antequam cognoscantur suique cognitionem in discentibus gignant. Sunt autem uel in locis suis uel quae tempore praeterierunt, quamuis quae praeterierunt non ipsa sint sed eorum quaedam signa praeteritorum quibus uisis uel auditis cognoscantur fuisse atque transisse. Quae signa uel in locis sita sunt sicut monumenta mortuorum et quaecumque similia, uel in litteris fide dignis sicut est omnis grauis et approbandae auctoritatis historia, uel in animis eorum qui ea iam nouerunt (eis quippe iam nota, et aliis utique sunt noscibilia quorum scientiam praeuenerunt et qui ea nosse illis quibus nota sunt docentibus possunt). Quae omnia et quando discuntur quandam faciunt trinitatem specie sua quae noscibilis fuit etiam antequam nosceretur eique adiuncta cognitione discentis quae tunc esse incipit quando discitur ac tertia uoluntate quae utrumque coniungit. Et cum cognita fuerint, alia trinitas dum recoluntur fit iam interius in ipso animo ex his imaginibus quae cum discerentur sunt impressae in memoria et informatione cogitationis ad ea conuerso recordantis aspectu et ex uoluntate quae tertia duo ista coniungit.

Ea uero quae oriuntur in animo ubi non fuerunt sicut fides et cetera huiusmodi, etsi aduenticia uidentur cum doctrina inseruntur, non tamen foris posita uel foris peracta sunt sicut illa quae creduntur, sed intus omnino in ipso animo esse coeperunt. Fides enim non est quod creditur, sed qua creditur, et illud creditur, illa conspicitur. Tamen quia esse coepit in animo qui iam erat animus antequam in illo ista esse coepisset, aduenticium quiddam uidetur et in praeteritis habebitur quando succedente specie iam esse destiterit, aliamque nunc trinitatem facit per suam praesentiam, retenta, conspecta, dilecta; aliam tunc faciet per quoddam sui uestigium quod in memoria praeteriens dereliquerit sicut iam supra dictum est.


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[degiovfe] - [2011-04-12 09:57:10]

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