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Agostino - De Trinitate - Liber Xiv - 6

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[6] Nec illa igitur trinitas quae nunc non est imago dei erit, nec ista imago dei est quae tunc non erit, sed ea est inuenienda in anima hominis, id est rationali siue intellectuali, imago creatoris quae immortaliter immortalitati eius est insita.

[IV] Nam sicut ipsa immortalitas animae secundum quendam modum dicitur (habet quippe et anima mortem suam cum uita beata caret quae uere animae uita dicenda est, sed immortalis ideo nuncupatur quoniam qualicumque uita etiam cum miserrima est numquam desinit uiuere), ita quamuis ratio uel intellectus nunc in ea sit sopitus, nunc paruus, nunc magnus appareat, numquam nisi rationalis et intellectualis est anima humana; ac per hoc si secundum hoc facta est ad imaginem dei quod uti ratione atque intellectu ad intellegendum et conspiciendum deum potest, profecto ab initio quo esse coepit ista tam magna et mira natura, siue ita obsoleta sit haec imago ut pene nulla sit siue obscura atque deformis siue clara et pulchra sit, semper est. Denique deformitatem dignitatis eius miserans diuina scriptura: Quamquam, inquit, in imagine ambulat homo, tamen uane conturbatur; thesaurizat et nescit cui congregabit ea. Non itaque uanitatem imagini dei tribueret nisi deformem cerneret factam. Nec tantum ualere illam deformitatem ut auferat quod imago est satis ostendit dicendo: Quamquam in imagine ambulat homo. Quapropter ex utraque parte ueraciter pronuntiari potest ista sententia, ut quemadmodum dictum est: Quamquam in imagine ambulat homo, tamen uane conturbatur, ita dicatur: 'Quamquam uane conturbatur homo, tamen in imagine ambulat.' Quamquam enim magna natura sit, tamen uitiari potuit quia summa non est; et quamquam uitiari potuerit quia summa non est, tamen quia summae naturae capax est et esse particeps potest, magna natura est.

Quaeramus igitur in hac imagine dei quandam sui generis trinitatem adiuuante ipso qui nos fecit ad imaginem suam. Non enim aliter possumus haec salubriter uestigare et secundum sapientiam quae ab illo est aliquid inuenire, sed ea quae in superioribus libris et maxime in decimo de anima humana uel mente diximus si lectoris uel memoria teneantur atque recolantur uel diligentia in eisdem locis in quibus conscripta sunt recenseantur, non hic desiderabit prolixiorem de rei tantae inquisitione sermonem.


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[degiovfe] - [2011-04-12 09:52:35]

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