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Agostino - De Trinitate - Liber Xiv - 5

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[5] An adhuc utrum ita se res habeat aliquanto diligentius atque abstrusius perscrutabimur? Dici enim potest non perire istam trinitatem etiam cum fides ipsa transierit quia sicut nunc eam et memoria tenemus et cogitatione cernimus et uoluntate diligimus, ita etiam tunc cum eam nos habuisse memoria tenebimus et recolemus et hoc utrumque tertia uoluntate iungemus, eadem trinitas permanebit (quoniam si nullum in nobis quasi uestigium transiens reliquerit, profecto nec in memoria nostra eius aliquid habebimus quo recurramus eam praeteritam recordantes atque id utrumque intentione tertia copulantes, et quod erat scilicet in memoria non inde cogitantibus nobis et quod inde cogitatione formatur).

Sed qui hoc dicit non discernit aliam nunc esse trinitatem quando praesentem fidem tenemus, uidemus, amamus in nobis; aliam tunc futuram quando non ipsam sed eius uelut imaginarium uestigium in memoria reconditum recordatione contuebimur, et duo haec id est quod erat in memoria retinentis et quod inde imprimitur in acie recordantis, tertia uoluntate iungemus. Quod ut possit intellegi, sumamus exemplum de corporalibus rebus de quibus in libro undecimo satis locuti sumus, nempe ab inferioribus ad superiora ascendentes uel ab exterioribus ad interiora ingredientes primam reperimus trinitatem in corpore quod uidetur et acie uidentis quae cum uidet inde formatur et in uoluntatis intentione quae utrumque coniungit. Huic trinitati similem constituamus cum fides quae nunc inest nobis tamquam corpus illud in loco ita in nostra memoria constituta est, de quia informatur cogitatio recordantis sicut ex illo corpore acies intuentis, quibus duobus ut trinitas impleatur adnumeratur tertia uoluntas quae fidem in memoria constitutam et quandam eius effigiem in contuitu recordationis impressam conectit et iungit sicut in illa corporalis trinitate uisionis formam corporis quod uidetur et conformationem quae fit in cernentis aspectu coniungit intentio uoluntatis. Faciamus ergo corpus illud quod cernebatur interisse dilapsum nec eius remansisse aliquid in ullo loco ad quod uidendum recurrat aspectus. Numquid quia imago rei corporalis iam transactae atque praeteritae remanet in memoria unde informetur cogitantis obtutus atque id utrumque tertia uoluntate iungatur, eadem trinitas esse dicenda est quae fuerat quando species in loco positi corporis uidebatur? Non utique, sed prorsus alia. Nam praeter quod illa erat extrinsecus, haec intrinsecus, illam profecto faciebat species praesentis corporis, hanc imago praeteriti. Sic et in hac re de qua nunc agimus et propter quam putauimus adhibendum illud exemplum, fides quae nunc in animo nostro est uelut illud corpus in loco dum tenetur, aspicitur, amatur quandam efficit trinitatem; sed non ipsa erit quando fides haec in animo sicut corpus illud in loco iam non erit. Quae uero tunc erit quando eam recordabimur in nobis fuisse, non esse, alia profecto erit. Hanc enim quae nunc est facit res ipsa praesens et animo credentis affixa, at illam quae tunc erit faciet rei praeteritate imaginatio in recordantis memoria derelicta.


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[degiovfe] - [2011-04-12 09:51:26]

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