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Agostino - De Trinitate - Liber Xiv - 1

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[I 1] Nunc de sapientia nobis est disserendum, non illa dei quae procul dubio deus est (nam sapientia dei filius eius unigenitus dicitur), sed loquemur de hominis sapientia, uera tamen quae secundum deum est et uerus ac praecipuus cultus eius est, quae uno nomine *theosebeia graece appellatur. Quod nomen nostri sicut iam commemorauimus uolentes et ipsi uno nomine interpretari 'pietatem' dixerunt, cum pietas apud graecos *eusebeia usitatius nuncupetur, *theosebeia uero quia uno uerbo perfecte non potest, melius interpretatur duobus ut dicatur potius 'dei cultus.'

Hanc esse hominis sapientiam, quod et in duodecimo huius operis uolumine iam posuimus, scripturae sanctae auctoritate monstratur in libro serui dei Iob ubi legitur dei sapientiam dixisse homini: Ecce pietas est sapientia; abstinere autem a malis scientia (siue etiam ut nonnulli de graeco *epistemen interpretati sunt, disciplina, quae utique a discendo nomen accepit, unde et scientia dici potest; ad hoc enim quaeque res discitur ut sciatur, quamuis alia notione in his quae pro peccatis suis mala quisque patitur ut corrigatur dici soleat disciplina. Vnde illud est in epistula ad hebraeos: Quis enim est filius cui non det disciplinam pater eius?, et illud euidentius in eadem: Omnis uero disciplina ad tempus non gaudii uidetur esse sed tristitiae; postea uero fructum pacificum his qui per eam certaunt reddet iustitiae). Deus ergo ipse summa sapientia; cultus autem dei sapientia est hominis de qua nunc loquimur. Nam sapientia huius mundi stultitia est apud deum. Secundum hanc itaque sapientiam quae dei cultus est ait sancta scriptura: Multitudo sapientium sanitas est orbis terrarum.


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[degiovfe] - [2011-04-12 09:46:06]

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