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Agostino - De Trinitate - Liber Xi - 8

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[8] Sicut autem cum forma et species corporis interierit non potest ad eam uoluntas sensum reuocare cernentis, ita cum imago quam memoria gerit obliuione deleta est non erit quo animi aciem formandam uoluntas recordando retorqueat.

[V] Sed quia praeualet animus non solum oblita uerum etiam non sensa nec experta confingere ea quae non exciderunt augendo, minuendo, commutando, et pro arbitrio componendo, saepe imaginatur quasi ita sit aliquid quod aut scit non ita esse aut nescit ita esse. In quo genere cauendum est ne aut mentiatur ut decipiat aut opinetur ut decipiatur. Quibus duobus malis euitatis nihil ei obsunt imaginata phantasmata sicut nihil obsunt experta sensibilia et retenta memoriter si neque cupide appetantur si iuuant neque turpiter fugiantur si offendunt. Cum autem in his uoluntas relictis melioribus auida uolutatur, immunda fit, atque ita et cum adsunt perniciose et cum absunt perniciosius cogitantur. Male itaque uiuitur et deformiter secundum trinitatem hominis exterioris quia et illam trinitatem quae licet interius imaginetur, exteriora tamen imaginatur, sensibilium corporaliumque utendorum causa peperit. Nullus enim eis uti posset etiam bene nisi sensarum rerum imagines memoria tenerentur, et nisi pars maxima uoluntatis in superioribus atque interioribus habitet, eaque ipsa quae commodatur siue foris corporibus siue intus imaginibus eorum nisi quidquid in eis capit ad meliorem uerioremque uitam referat atque in eo fine cuius intuitu haec agenda iudicat adquiescat. Quid aliud facimus nisi quod nos apostolus facere prohibet dicens: Nolite conformari huic saeculo?

Quapropter non est ista trinitas imago dei. Ex ultima quippe, id est corporea creatura qua superior est anima in ipsa anima fit per sensum corporis. Nec tamen est omni modo dissimilis. Quid enim non pro suo genere ac pro suo modulo habet similitudinem dei quandoquidem deus fecit omnia bona ualde non ob aliud nisi quia ipse summe bonus est? In quantum ergo bonum est quidquid est in tantum scilicet quamuis longe distantem habet tamen nonnullam similitudinem summi boni, et si naturalem utique rectam et ordinatam; si autem uitiosam utique turpem atque peruersam. Nam et animae in ipsis peccatis suis non nisi quandam similitudinem dei superba et praepostera et, ut ita dicam, seruili libertate sectantur. Ita nec primis parentibus nostris persuaderi peccatum posset nisi diceretur: Eritis sicut dii. Non sane omne quod in creaturis aliquo modo simile est deo etiam eius imago dicenda est, sed illa sola qua superior ipse solus est. Ea quippe de illo prorsus exprimitur inter quam et ipsum nulla interiecta natura est.


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[degiovfe] - [2011-04-11 11:29:37]

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