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Agostino - De Trinitate - Liber X - 3

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[3] Quamobrem omnis amor studentis animi, hoc est uolentis scire quod nescit, non est amor eius rei quam nescit sed eius quam scit propter quam uult scire quod nescit. Aut si tam curiosus est ut non propter aliquam notam causam sed solo amore rapiatur incognita sciendi, discernendus quidem est ab studiosi nomine iste curiosus; sed nec ipse amat incognita, immo congruentius dicitur, 'odit incognita,' quae nulla esse uult dum uult omnia cognita. Sed ne quisquam nobis difficiliorem referat quaestionem asserens tam non posse quemquam odisse quod nescit quam non potest amare quod nescit, non resistimus ueris, sed intellegendum est non hoc idem dici cum dicitur: 'Amat scire incognita,' ac si diceretur: 'Amat incognita'; illud enim fieri potest ut amet quisque scire incognita, ut autem amet incognita non potest. Non enim frustra ibi est positum 'scire' quoniam qui scire amat incognita non ipsa incognita sed ipsum scire amat. Quod nisi haberet cognitum, neque scire se quidquam posset fidenter dicere neque nescire. Non solum enim qui dicit: 'Scio,' et uerum dicit necesse est ut quid sit scire sciat; sed etiam qui dicit: 'Nescio,' idque fidenter et uerum dicit et scit uerum se dicere, scit utique quid sit scire quia et discernit ab sciente nescientem cum ueraciter se intuens dicit: 'Nescio'. Et cum id se scit uerum dicere, unde sciret si quid sit scire nesciret?


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[degiovfe] - [2011-04-11 11:08:33]

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