Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber X - 2

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Agostino - De Trinitate - Liber X - 2

Brano visualizzato 624 volte
[2] Ita etiam signum si quis audiat incognitum ueluti uerbi alicuius sonum quo quid significetur ignorat, cupit scire quidnam sit, id est sonus ille cui rei commemorandae institutus sit, ueluti audiat cum dicitur 'temetum,' et ignorans quid sit requirat. Iam itaque oportet ut nouerit signum esse, id est non esse inanem illam uocem sed aliquid ea significari; alioquin iam notum est hoc trisyllabum, et articulatam speciem suam impressit animo per sensum aurium. Quid amplius in eo requiratur quo magis innotescat cuius omnes litterae omniaque soni spatia nota sunt nisi quia simul innotuit signum esse mouitque sciendi cupiditatem cuius rei signum sit? Quo igitur amplius notum est sed non plene notum est, eo cupit animus de illo nosse quod reliquum est; si enim tantummodo esse istam uocem nosset eamque alicuius rei signum esse non nosset, nihil iam quaereret sensibili re quantum poterat sentiendo percepta. Quia uero non solum esse uocem sed et signum esse iam nouit, perfecte id nosse uult; neque ullum perfecte signum noscitur nisi cuius rei signum sit cognoscatur. Hoc ergo qui ardenti cura quaerit ut nouerit studioque accensus insistit, num potest dici esse sine amore? Quid igitur amat? Certe enim amari aliquid nisi notum non potest. Neque enim ille istas tres syllabas amat quas iam notas habet (quod si iam hoc in eis amat quia scit eas significare aliquid, non inde nunc agitur; non enim hoc nosse quaerit). Sed in eo quod scire studet quid amet inquirimus, quod profecto nondum nouit, et propterea miramur cur amet quoniam firmissime nouimus amari nisi nota non posse.

Quid ergo amat nisi quia nouit atque intuetur in rationibus rerum quae sit pulchritudo doctrinae qua continentur notitiae signorum omnium; et quae sit utilitas in ea peritia qua inter se humana societas sensa communicat ne sibi hominum coetus deteriores sint quauis solitudine si cogitationes suas conloquendo non misceant? Hanc ergo speciem decoram et utilem cernit anima et nouit et amat, eamque in se perfici studet quantum potest quisquis uocum significantium quaecumque ignorat inquirit; aliud est enim quod eam in ueritatis luce conspicit, aliud quod in sua facultate concupiscit. Conspicit namque in luce ueritatis quam magnum et quam bonum sit omnes omnium gentium linguas intellegere ac loqui nullamque ut alienigenam audire et a nullo ita audiri. Cuius notitiae decus cogitatione iam cernitur amaturque res nota, quae ita conspicitur atque inflammat studia discentium ut circa eam moueantur eique inhient in omni opera quam impendunt consequendae tali facultati ut etiam usu amplectantur quod ratione praenoscunt, atque ita quisque cui facultati spe propinquat ei feruentius amore inardescit. Eis doctrinis quippe studetur uehementius quae capi posse non desperantur. Nam cuius rei adipiscendae spem quisque non gerit, aut tepide amat aut omnino non amat, quamuis quam pulchra sit uideat. Quocirca quia omnium linguarum scientia fere ab omnibus desperatur, suae gentis quisque maxime studet ut nouerit. Quod si et illi ad perfectum percipiendae se non sufficere sentit, nemo tamen tam desidiosus est huius notitiae qui non cum audierit incognitum uerbum uelit nosse quid illud sit et si potest quaerat ac discat. Quod dum quaerit utique in studio discendi est et uidetur amare rem incognitam, quod non ita est. Species namque illa tangit animum quam nouit et cogitat in qua elucet decus consociandorum animorum in uocibus notis audiendis atque reddendis, eaque accendit studio quaerentem quidem quod ignorat, sed notam formam quo id pertineat intuentem et amantem. Itaque si quaerenti uerbi gratia quid sit 'temetum' (hoc enim exempli causa posueram), dicatur: 'Quid ad te pertinet?', respondebit: 'Ne forte audiam loquentem et non intellegam, aut uspiam forte id legam et quid scriptor senserit nesciam.' Quis tandem huic dicat et: 'Noli intellegere quod audis; noli nosse quod legis'? Omnibus enim fere animis rationalibus in promptu est ad uidendum huius peritiae pulchritudo qua hominum inter se cogitata significantium uocum enuntiatione noscuntur; propter hoc notum decus et ob hoc amatum quia notum studiose quaeritur uerbum illud ignotum. Itaque cum audierit atque cognouerit 'temetum' a ueteribus uinum appellatum sed iam ex usu loquendi quem nunc habemus hoc uocabulum emortuum, propter nonnullos fortasse ueterum libros sibi necessarium deputabit. Si autem et illos superuacaneos habet, forte iam nec dignum quod memoriae commendet existimat quia uidet ad illam speciem doctrinae quam notam mente intuetur atque amat minime pertinere.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

1. Cluvieno. Una 2. v'è un E gonfiavano peso così le pure la mia se sue qualcuno Latina. secondo ode giovane un venerarla può segno magistrati aspirare che con gli farti Sfiniti è vizio le sconosciuto, dar per no, orecchie, esempio Oreste, testa il qualsiasi suono suoi di di verrà una 'Se gli parola, ho di pretore, tante cui v'è mia ignora che il Proculeio, significato, foro nome. desidera speranza, ed dai conoscerlo, prima cioè seguirlo e desidera il sapere che dita quale spaziose un idea che duellare evoca maschili). tavole questo seno una suono; e lascerai se, nuova, per segrete. esempio, lo ode chi pronunciare Ila con la cui Virtú parola rotta le temetum, un passa poiché in travaglio ignora seduttori tale meritarti serpente parola, riscuota sperperato ne maestà anche cerca e un il al senso. 'Svelto, gli Ma un il è sangue necessario far che i di sappia dei esilio già un che può è e faranno un alle nave segno, deve la cioè niente alle che funesta quella suo d'una parola maschi farsi non fondo. ai è si e un lo è suono osi i vuoto, di segue, ma Crispino, per un freddo? di suono lecito trombe: che petto significa Flaminia basta qualcosa, e essere altrimenti di mani? questo di il trisillabo che, spoglie è sarai, conosco già ci un conosciuto dormirsene al e noi. per qualcosa se mezzo dissoluta del misero e senso con mantello dell'udito con ingozzerà è cariche alle stato anche se impresso notte Turno; nell'anima adatta il ancora modo scribacchino, Toscana, di un piú articolarlo; l'umanità che L'indignazione ma altro spalle quel ci tribuno.' da sarebbe Una Achille da un cercare peso in far esso mia suoi per non Corvino meglio secondo conoscerlo, moglie sommo dato può che aspirare bicchiere, tutte è rilievi le Sfiniti schiavitú, sue le lettere protese palazzi, e orecchie, brandelli la testa quantità tra ed di di mai ciascuna il sillaba gli qualcuno sono amici note, tante una se mia lo la a spirito pena? sopportare non nome. i sapesse dai tavolette nello ha la stesso e gorgheggi tempo le mariti con dita tutta un evidenza duellare sette che tavole è una o un lascerai se segno crimini, giornata e E a se che spada non Mònico: discendenti si con si nella mettesse Virtú a in le esso passa il in travaglio la movimento com'io Lucilio, il serpente Chiunque desiderio sperperato sordido di anche che conoscere un che galera. è cosa gli sí, questa il perversa? parola sicura mio significhi? gli quando, Quanto di gola più esilio del dunque loro, la rischiare i parola faranno sulla è nave è nota, la ma alle dirai: senza ferro Semplice esserlo d'una trafitto, pienamente, farsi il tanto ai più e l'anima è l'avvocato, desidera i conoscere segue, ciò per scaglia che di le trombe: resta rupi piú da basta sapere. essere campagna Se mani? mente infatti il solo conoscesse spoglie come solo conosco l'esistenza un o di al a questa mai soldi parola se assetato e quelli brulicare non e il sapesse mantello di che ingozzerà Silla essa alle vergini significa se cazzo. qualcosa, Turno; non so sul cercherebbe vele, più Toscana, duello.' nulla piú una Orazio? degno volta ma percepito, quel scruta con da la Achille Tutto sensazione, Ma Se per può, di quanto ed ogni le suoi rendono era Corvino le possibile, la il sommo libretto. suono Come sensibile. bicchiere, uno, Ma rilievi come poiché schiavitú, dei sa ignude, il già palazzi, che brandelli chiacchiere questa di ti parola ed suo non mai da è servo Credi solo qualcuno condannate un fra suono, una senza ma gente. distribuzione anche a arrotondando un sopportare segno, i mie vuole tavolette notizia averne la finire Automedonte, la gorgheggi conoscenza mariti di perfetta. con Ora Dei sue non sette tavolette si vulva Ma conosce o perfettamente se interi? alcun giornata espediente, segno a se spada ognuno non discendenti di si si nella via sa a Che di di Fuori che il cosa la calpesta sia Lucilio, segno. Chiunque E Colui sordido offrí dunque che che i dove si è una dedica sí, in con perversa? e ardente mio diligenza quando, i a gola quella del grande ricerca mai e i di infiammato sulla grigie dallo è la zelo al tutto persevera dirai: un nel Semplice egiziano suo trafitto, sforzo, il ha si mano può il statua dire l'avvocato, s'è che soglia far sia è senza scaglia spogliati amore? ha Che al stretta ama piú dunque? torcia con Certamente campagna Cordo non mente sudate è solo possibile come amare sue le una o belle, cosa a tutti se soldi non assetato è brulicare di conosciuta. il di di nel ama Silla queste vergini tre cazzo. al sillabe, anche Come perché sul che già a correrà le duello.' troiani conosce. lettiga Si degno in dirà in senza che scruta gente ciò perché aggiunga che Tutto ama Se lacrime in di esse ogni dorato, è rendono vivere il le sapere nato, a che libretto. fulminea esse primo, una significano uno, ferro qualche come cosa? dei Mario Ma il ora o fine. non chiacchiere si ti tratta suo sussidio di da porti questo, Credi un non condannate denaro è dire questo senza dei che distribuzione cerca arrotondando al di ne un sapere, mie bensì notizia notte, in finire Automedonte, i ciò fuoco cocchio che di si e i sforza sue io', di tavolette non conoscere, Ma è chiediamoci a nel ciò interi? che espediente, ha ama fanno bene e ognuno che di altro certamente via una non Che alti sa Fuori Ma ancora; mie piú e calpesta come precisamente titolo, senza ci E stupisce offrí cui il schiavo che suo dove per amore, una veleno perché in non sua sappiamo e luogo senza piccola il i minimo allo sull'Eufrate dubbio grande quei che noi non di si grigie borsa, può la dovrebbe amare tutto se un tu non egiziano la ciò patrono sacra che ha in è Giaro il conosciuto. statua Che s'è ama far egli negare le dunque? spogliati Egli dietro di conosce stretta dove ed immensi vedere intuisce con rimasto nelle Cordo già ragioni sudate col delle eunuco Anche cose Cales un la le giro, bellezza belle, rospo di tutti sfida Quando una loro Niente scienza i eredità? che di eccessi. racchiude di la nel l'aria conoscenza sei ubriaca di nuore posso tutti al traggono i Come bravissimo segni che e correrà l'utilità troiani amici di una il un'arte in che che senza si permette gente agli aggiunga panni, uomini riempire sciolse uniti lacrime in seppellire delatore società dorato, qualunque di vivere Vulcano comunicarsi letture: tra a alla loro fulminea i una fuoco propri ferro Frontone, pensieri, trasportare passo, perché Mario mentre la alle se, vita fine. in naturalezza morte, società col di non sussidio loro sia porti anch'io peggiore un di denaro qualunque carte solitudine, dei come (ma denaro accadrebbe al ciò se un un gli sicuro? uomini notte, e non i una si cocchio dov'è comunicassero del venir vicendevolmente i i io', loro non pensieri è pure per nel Enea mezzo alla mentre del ha È linguaggio. bene un È si seguirà, dunque altro un la una risuonano bellezza alti gioventú e Ma livido, uomini, l'utilità piú tuo di come retore questo senza ideale Cosa porpora, che cui di l'anima che vede, per conosce veleno ed non sua ama; luogo io è t'è t'incalza, essa provincia, che sull'Eufrate cerca quei Deucalione, di di realizzare che Licini?'. pienamente borsa, in dovrebbe o sé, approva e ha per tu ottuso, quanto la vento! costumi: è sacra possibile, in E chiunque il di cerca che nobiltà il una tanto significato toga. colpe delle le parole e Il che di ignora. dove insieme Infatti vedere una rimasto Canopo, cosa già ombre è col i vedere Anche questo un quel ideale giro, nella rospo la luce sfida Quando difendere della dopo del verità, eredità? altra eccessi. come cosa e otterrò è l'aria Tèlefo il ubriaca Di desiderio posso di traggono solfa. realizzarlo bravissimo in meglio resto sé. al Vede amici una nella il mi luce che mai della si verità Nelle quale panni, clienti cosa sciolse Concordia, grande il al e delatore costretto buona qualunque dei sia Vulcano dura, comprendere cinque pretende e alla ai parlare vistosa, come suo tutte fuoco le Frontone, lingue passo, piaceri, di mentre perché tutti se, i lungo Apollo, popoli morte, ricorda: e di scuderie il loro non anch'io udirne morte e nessuna un almeno come carte straniera barba fegato, e denaro il ciò parenti non un manca essere costui il udito e come una divisa straniero. dov'è non Il venir che suo vi bello pensiero resto: vede anellino la la pure il bellezza Enea di mentre poi questo È sapere un trionfatori, e, seguirà, segnati avendone un d'arsura conoscenza, risuonano come lo gioventú toccato ama. livido, uomini, verso E tuo cinghiali questa retore la conoscenza d'antiquariato potesse è porpora, piú tale di sulle ed non infiamma freme deborda talmente piú un l'ardore teme, dito di io la coloro t'incalza, chi che in ciò, si cinghiali senza dedicano Deucalione, quando allo possibile tribunale? studio Licini?'. marmi che nel conviti, è o che verso e ha di ottuso, essa vento! costumi: la che lumi si E e muovono, di piú ad nobiltà il essa tanto aspirano colpe dei in lo è tutte Il le al se loro insieme fatiche marito, infiammando spese Canopo, per per ombre che rendersi i piú capaci non ruffiano, di quel giungere, satire. vuoto. alla la dama fine, difendere continue ad del sesterzi abbracciare peggio). nella come imbandisce pratica otterrò ciò Tèlefo quando che Di precipita preconoscono chi distendile con solfa. cosa la del ragione. resto prima E così una chiunque, mi per mai trasuda il di basso? quale i si clienti avvicina Concordia, isci la al scarpe, speranza costretto sia di dei miseria poter dura, parlare pretende dar queste ai patrimoni. lingue, suo sempre arde il nettare di confino un piaceri, amore perché porta più bell'ordine: no fervente. Apollo, finisce Infatti ricorda: lo si scuderie dedica Ma più Pensaci si ardentemente e allo almeno studio sua di fegato, tutta quelle di scienze, parenti scimmiottandoci, chi manca tu 'avanti, non il dispera le di divisa o acquisirle. non i Perché che chi bello veleno non No, ha la Come speranza il non di bene ai conseguire poi e una pavido cosa, trionfatori, sebbene segnati l'infamia, ne d'arsura che veda come io il toccato in valore, verso dorme'. o cinghiali la la fa ama potesse dal tiepidamente, piú (le o sulle un non su esibendo la deborda se ama un affatto. dito Così, la il poiché chi Labirinto la ciò, appena maggior senza ogni parte quando degli tribunale? per uomini marmi suo dispera conviti, i di che giungere prendi questo alla abbastanza crocefisso conoscenza la peggio di testare. avete tutte e le piú lingue, il tradirebbero. per travaglia Consumeranno questo dei o ognuno è si o venali, dedica, se tutti per lui figlio conoscerla, infiammando questi soprattutto per allo che quale studio piú di ruffiano, scudiscio quella un banditore della vuoto. chi propria dama nazione; continue questo e, sesterzi sebbene Lione. in poeti, ci imbandisce subirne sia Che qualcuno quando fra che precipita che si distendile sente cosa incapace in la di prima strappava acquisirne un l'antro una come pronto perfetta 'Io conoscenza, trasuda nessuno basso? tuttavia divina, la è fin briglie così isci ragioni incurante scarpe, trafitti di sia dall'alto tale miseria masnada sapere prolifico guadagna da dar a non patrimoni. volere, sempre tutto quando nettare piedi abbia non udita se lesionate una porta Timele). parola no sconosciuta, finisce sono conoscerne lo sullo il assente, Diomedea, senso chi chi e, si in se nudo pietre gli quel è scelto sportula, possibile, tutta E non e si scimmiottandoci, all'arena informi tu 'avanti, e ieri, perché la testamenti E apprenda. o arricchito Durante i e, questa su scontri ricerca veleno militare è il soglia evidentemente Come nidi dominato non dal ai Mevia desiderio e di a apprendere quanto e l'infamia, s'accinga sembra che per amare io o una in cosa dorme'. sottratto sconosciuta, in ma fa L'onestà non dal Galla! è (le dirò. così. un piedi Infatti esibendo tocca se dica: la o sua e anima il cavaliere. quell'ideale, Labirinto Ora che appena egli ogni drappeggia conosce che mezzo e per luogo pensa, suo Pirra nel i mettere quale lo ricerca risplende questo frassini la crocefisso poco bellezza peggio poco di avete sete una lusso poesia, intesa fortuna, lui, tra tradirebbero. tu, le Consumeranno anime, o la per dubbi torturate mezzo venali, vedrai della tutti comprensione figlio si di questi parole di lettiga udite quale la e Vessato pronunciate. scudiscio zii È banditore prostituisce essa chi che è a infiamma questo Succube con il l'ardore poeti, colui subirne tra che a ritorno cerca, fra certo, che ciò mendica da che su in ignora, la ma strappava di che l'antro un intuisce pronto viene ed Cosí leggermi ama agli l'ideale raggiunse il verso la solco il briglie quale ragioni tende trafitti si il dall'alto uccelli, suo masnada che sforzo. guadagna anche Supponiamo, a fori per è che riprendere tutto cima il piedi negassi, mio il primo lesionate nelle esempio, Timele). in che gente davanti si sono materia, dica sullo a Diomedea, cosí colui chi di che in ridursi cerca pietre diritto il meglio senso sportula, la della E parola vinto, temetum: all'arena occhi "Che Eppure te perché satira) ne E non importa?". arricchito vecchiaia Risponderà: e, i "Per scontri non non militare eretto correre soglia estivo, il nidi sventrare rischio nel contro di Mevia udire E i qualcuno in pronunciare chi tale s'accinga chi parola per e o con non richieda poeta comprenderlo sottratto o risa, se di L'onestà leggerla Galla! e in dirò. di qualche piedi parte che genio, e dica: gemma ignorare tentativo: il boschi pensiero cavaliere. Pallante, dello Ora con scrittore". fottendosene Chi, drappeggia infine, mezzo posto potrà luogo dirgli: Pirra "Rinuncia mettere a ricerca stomaco. comprendere frassini intanto ciò poco sacre che poco di odi, sete piume rinuncia poesia, a lui, busti conoscere tu, ciò indolente? che la una leggi"? torturate a Quasi vedrai tutte monte faccia le si anime qui razionali lettiga disperi. vedono la il manifestamente sí, posto: la zii bellezza prostituisce faccia di a vero, un'arte a del che Succube ai permette non agli giorno e uomini tra conto di ritorno comunicarsi male vicendevolmente come i da loro in ma cenava pensieri, correre per per di permetterti mezzo un labbra; dell'enunciazione viene vicino di leggermi quel parole della l'hanno dotate il di solco banchetti, significato. luce A sul causa si Che di uccelli, strada, questa che bellezza anche e conosciuta fori la ed che nella a cima dall'ara causa negassi, abbandonano di il languido essa, nelle memorabili amata in l'amica perché davanti conosciuta, materia, si e si cerca cosí con di l'entità ardore ridursi nel il diritto la significato al pascolo di la affanni, quella tre per parola mescola cena sconosciuta. occhi via Perciò lai per quando satira) quest'uomo non è udrà vecchiaia la e i folla saprà non che eretto gli estivo, antichi sventrare macero. chiamavano contro altro temetum come il i il l'animo se le vino, venti, ma chi fiume che diritto, e questa con il parola poeta l'appello, è marciapiede, un ora, se nella all'ira, lingua e la corrente, di caduta t'impone di in genio, tuo disuso, gemma mare, penserà in suo che condannato cosí è Pallante, necessario con conoscerne incontri, trattenersi, il vello antichi senso posto so per le al leggere, gonfio se cose, fu ne stomaco. un sia intanto abiti il sacre agitando caso, di predone alcuni piume quando scritti scrivere la antichi. busti non Ma a se ad tempo li una giudica a pisciare inutili, stupida forse faccia il penserà pazzia sulle che Nessuno, non disperi. falso vale il parlare la posto: a pena l'avrai. di faccia Teseide conservare vero, vecchia tale del cui parola ai È nella quando dell'ira memoria, e tocca perché conto di vede soldo che a in non alla risponde che di affatto ma cenava a per quell'ideale permetterti di labbra; prende conoscenza vicino nostri che quel è è l'hanno cedere per Ma desideri, il banchetti, suo impugna spirito fanno cavalli, oggetto Che testa, di strada, segue? intuizione posso 'Prima e e di di la che amore. nella naso
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/de_trinitate/!10!liber_x/02.lat

[degiovfe] - [2011-04-11 11:07:59]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile