Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber X - 1

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Agostino - De Trinitate - Liber X - 1

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[I 1] Nunc ad ea ipsa consequenter enodatius explicanda limatior accedat intentio. Ac primum quia rem prorsus ignotam amare omnino nullus potest, diligenter intuendum est cuiusmodi sit amor studentium, id est non iam scientium sed adhuc scire cupientium quamque doctrinam. Et in his quippe rebus in quibus non usitate dicitur studium solent exsistere amores ex auditu dum cuiusque pulchritudinis fama ad uidendum ac fruendum animus accenditur quia generaliter nouit corporum pulchritudines ex eo quod plurimas uidit, et inest intrinsecus unde approbetur cui forinsecus inhiatur. Quod cum fit non rei penitus incognitae amor excitatur cuius genus ita notum est. Cum autem uirum bonum amamus cuius faciem non uidimus, ex notitia uirtutum amamus quas nouimus in ipsa ueritate.

Ad doctrinas autem cognoscendas plerumque nos laudantium atque praedicantium accendit auctoritas, et tamen nisi breuiter impressam cuiusque doctrinae haberemus in animo notionem, nullo ad eam discendam studio flagraremus. Quis enim sciendae uerbi gratia rhetoricae ullam curam et operam impenderet nisi ante sciret eam dicendi esse scientiam? Aliquando etiam ipsarum doctrinarum fines auditos expertosue miramur et ex hoc inardescimus facultatem comparare discendo qua ad eos peruenire possimus, tamquam si litteras nescienti dicatur quandam esse doctrinam qua quisque ualeat quamuis longe absenti uerba mittere manu facta in silentio quae rursus ille cui mittuntur non auribus, sed oculis colligat idque fieri uideat. Nonne dum concupiscit nosse quo id possit omni studio circa illum finem mouetur quem iam notum tenet? Sic accenduntur studia discentium. Nam quod quisque prorsus ignorat amare nullo pacto potest.


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[degiovfe] - [2011-04-11 11:06:04]

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