Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Ix - 15

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Agostino - De Trinitate - Liber Ix - 15

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[X 15] Recte ergo quaeritur utrum omnis notitia uerbum an tantum amata notitia. Nouimus enim et ea quae odimus, sed nec concepta nec parta dicenda sunt animo quae nobis displicent. Non enim omnia quae quoquo modo tangunt concipiuntur, ut tantum nota sint non tamen uerba dicantur ista de quibus nunc agimus. Aliter enim dicuntur uerba quae spatia temporum syllabis tenent siue pronuntientur siue cogitentur; aliter omne quod notum est uerbum dicitur animo impressum quamdiu de memoria proferri et definiri potest, quamuis res ipsa displiceat; aliter cum placet quod mente concipitur. Secundum quod genus uerbi accipiendum est quod ait apostolus: Nemo dicit: Dominus Iesus, nisi in spiritu sancto; cum secundum aliam uerbi notionem dicant hoc et illi de quibus ipse dominus ait: Non omnis qui mihi dicit: Domine, domine, intrabit in regnum caelorum.

Verumtamen cum et illa quae odimus recte displicent recteque improbantur, approbatur eorum improbatio et placet et uerbum est. neque uitiorum notitia nobis displicet sed ipsa uitia. Nam placet mihi quod noui et definio quid sit intemperantia, et hoc est uerbum eius. Sicuti sunt in arte nota uitia, et recte approbatur eorum notitia cum discernit cognitor speciem priuationemque uirtutis sicut aiere et negare et esse et non esse; attamen uirtute priuari atque in uitium deficere damnabile est. Et definire intemperantiam uerbumque eius dicere pertinet ad artem morum; esse autem intemperantem ad id pertinet quod illa arte culpatur. Sicut nosse ac definire quid sit soloecismus pertinet ad artem loquendi; facere autem uitium est quod eadem arte reprehenditur. Verbum est igitur quod nunc discernere et insinuare uolumus, cum amore notitia. Cum itaque se mens nouit et amat, iungitur ei amore uerbum eius. Et quoniam amat notitiam et nouit amorem, et uerbum in amore est et amor in uerbo et utrumque in amante atque dicente.


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[degiovfe] - [2011-04-11 11:02:05]

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