Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Viii - 2

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Agostino - De Trinitate - Liber Viii - 2

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[I 2] Dicimus enim non esse in hac trinitate maius aliquid duas aut tres personas quam unam earum, quod non capit consuetudo carnalis non ob aliud nisi quia uera quae creata sunt sentit ut potest, ueritatem autem ipsam qua creata sunt non potest intueri; nam si posset, nullo modo esset lux ista corporea manifestior quam hoc quod diximus. In substantia quippe ueritatis quoniam sola uere est non est maior aliqua nisi quae uerius est. Quidquid autem intellegibile atque incommutabile est non aliud alio uerius est quia aeque incommutabiliter aeternum est, nec quod ibi magnum dicitur aliunde magnum est quam eo quo uere est. Quapropter ubi magnitudo ipsa ueritas est quidquid plus habet magnitudinis necesse est plus habeat ueritatis; quidquid ergo plus ueritatis non habet non habet etiam plus magnitudinis. Porro quidquid plus habet ueritatis profecto uerius est sicut maius est quod plus habet magnitudinis; hoc ergo ibi est maius quod uerius. Non autem uerius est pater et filius simul quam singulus pater aut singulus filius. Non igitur maius aliquid utrumque simul quam singulum eorum. Et quoniam aeque uere est etiam spiritus sanctus, nec pater et filius simul maius aliquid est quam ipse quia nec uerius. Pater quoque et spiritus sanctus simul quoniam ueritate non superant filium, non enim ueritus sunt, nec magnitudine superant. Atque ita filius et spiritus sanctus simul tam magnum aliquid sunt quam pater solus quia tam uere sunt. Sic et ipsa trinitas tam magnum est quam unaquaeque ibi persona; non enim ibi maior est quae uerior non est ubi est ipsa ueritas magnitudo quia in essentia ueritatis hoc est uerum esse quod est esse, et hoc est esse quod est magnum esse; hoc ergo magnum esse quod uerum esse. Quod igitur ibi aeque uerum est etiam aeque magnum sit necesse est.


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[degiovfe] - [2011-04-11 10:37:55]

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