Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 25

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Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 25

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[25] An forte quisquam dicturus est quod Moysi per angelus apparuit dominus, Abrahae uero per se ipsum? At hoc ab Stephano non quaeramus. Ipsum librum interrogemus unde Stephanus ista narrauit. Numquid enim quia scriptum est: Et dixit dominus deus ad Abraham, et paulo post: Et uisus est dominus deus Abrahae, propterea ista non per angelos facta sunt? Cum alio loco similiter dicat: Visus est autem ei deus ad ilicem Mambre, sedente eo ad ostium tabernaculi sui meridie, et tamen consequenter adiungat: Respiciens autem oculis suis uidit, et ecce tres uiri stabant super eum, de quibus iam diximus. Quomodo enim poterunt isti qui uel a uerbis ad intellectum nolunt assurgere uel facile se ab intellectu in uerba praecipitant, quomodo poterunt explicare uisum esse deum in uiris tribus nisi eos, sicut etiam consequentia docent, angelos fuisse fateantur? An quia non dictum est, 'Angelus ei locutus est' uel 'apparuit,' propterea dicere audebunt Moysi quidem illam uisionem ac uocem per angelum factam quia ita scriptum est. Abrahae autem quia commemoratio angeli facta non est per substantiam suam deum apparuisse atque sonuisse? Quid quod nec apud Abraham de angelo tacitum est? Nam ita legitur cum immolandus eius filius peteretur: Et factum est post haec uerba temptauit deus Abraham et dixit ad eum: Abraham, Abraham. Et ille dixit: Ecce ego. Et dixit ei: Accipe filium tuum dilectum quem diligis, Isaac, et uade in terram excelsam et offeres eum ibi holocaustum super sunum montium quem tibi dixero. Certe hic deus non angelus commemoratus est. Paulo post uero ita se habet scriptura: Extendens autem Abraham manum suam sumpsit gladium occidere filium suum. Et uocauit eum angelus domini de caelo et dixit ei: Abraham, Abraham. Et dixit: Ecce ego. Et dixit: Ne inicias manum tuam super puerum neque facias ei quidquam.

Quid ad haec respondetur? An dicturi sunt deum iussisse ut occideretur Isaac et angelum prohibuisse; porro ipsum patrem aduersum dei praeceptum qui iusserat ut occidret obtemperasse angelo ut parceret? Ridendus et abiciendus hic sensus est. Sed neque huic tam grosso et abiecto ullum locum esse scriptura permittit continuo subiungens: Nunc enim cognoui quia times deum tu et non pepercisti filio tuo dilecto propter me. Quid est, propter me, nisi propter eum qui occidi iusserat? Idem igitur deus Abrahae qui angelus, an potius per angelum deus? Accipe sequentia; certe iam hic angelus manifestissime expressus est. Attende tamen quid contexatur: Respiciens Abraham oculis suis uidit, et ecce aries unus tenebatur in arbore sebech cornibus; et abiit Abraham et accepit arietem et obtulit eum holocaustum pro Isaac filio suo. Et congnominauit Abraham nomen loci illius: dominus uidit, ut dicant hodie quod in monte dominus uisus est. Sicut paulo ante quod dixit deus per angelum: Nunc enim cognoui quia times deum, non tunc deus cognouisse intellegendus est sed egisse ut per deum ipse Abraham cognosceret quantas haberet uires cordis ad obediendum deo usque ad immolationem unici filii, illo modo locutionis quo significatur per efficientem id quod efficitur, sicut dicitur frigus pigrum, quod pigros facit, ut ideo cognouisse diceretur quia ipsum Abraham cognoscere fecerat quem poterat latere fidei suae firmitas nisi tali experimento probaretur; ita et hic cognominauit Abraham nomen loci illius: dominus uidit, id est quod uideri se fecit. Nam continuo secutus ait: Vt dicant hodie quod in monte dominus uisus est. Ecce idem angelus dominus dicit. Quare nisi quia per angelum dominus? Iam uero in eo quod sequitur prophetice omnino angelus loquitur et prorsus aperit quod per angelum deus loquatur. Et uocauit, inquit, angelus domini Abraham iterum de caelo dicens: Per me iuraui, dicit dominus, propter quod fecisti hoc uerbum et non pepercisti filio tuo dilecto propter me, et cetera. Haec certe uerba ut dicat ille per quem loquitur dominus, Haec dicit dominus, etiam prophetae solent habere. An filius dei de patre ait: Dicit dominus, et ipse est ille angelus patris? Quid ergo de illis tribus uiris, nonne respiciunt quomodo urgeantur qui uisi sunt Abrahae cum praedictum esset: Visus est ei dominus? An quia uiri dicti sunt non erant angeli? Danielem legant dicentem: Et ecce uir Gabriel.


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Questa travaglia Consumeranno espressione dei o Il è dubbi Signore o venali, dice, se tutti che lui usa infiammando questi colui per che che quale parla piú Vessato in ruffiano, nome un banditore di vuoto. chi Dio, dama è la continue si sesterzi trova Lione. in poeti, abitualmente imbandisce subirne anche Che a presso quando fra i precipita che Profeti. distendile mendica Sarebbe cosa su forse in il prima Figlio un l'antro di come Dio 'Io a trasuda usare, basso? raggiunse parlando divina, del fin Padre, isci ragioni lespressione: scarpe, Il sia Signore miseria masnada dice, prolifico guadagna e dar a sarebbe patrimoni. è lui sempre tutto questAngelo nettare del non Padre? se lesionate Che porta Timele). dire no dunque? finisce Coloro lo sullo che assente, Diomedea, ci chi chi contraddicono si in osservino nudo come quel vengono scelto sportula, incalzati tutta E a e vinto, riguardo scimmiottandoci, all'arena di tu 'avanti, Eppure quei ieri, perché tre testamenti E uomini o che i e, apparvero su scontri ad veleno militare Abramo il soglia quando Come nidi il non nel testo ai Mevia ulteriormente e E afferma: a in Gli quanto apparve l'infamia, s'accinga il che per Signore. io o Forse in che dorme'. sottratto non in risa, erano fa Angeli dal Galla! perch (le dirò. sono un detti esibendo che uomini? se Allora o tentativo: leggano e Daniele il cavaliere. che Labirinto Ora dice: appena fottendosene Ed ogni drappeggia ecco che mezzo luomo per Gabriele. suo Pirra
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[degiovfe] - [2011-04-10 23:52:30]

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