Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 21

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Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 21

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[21] Illas etiam nubes et ignes quomodo fecerint uel assumpserint angeli ad significandum quod annuntiabant etiam si dominus uel spiritus sanctus illis corporalibus formis ostendebatur, quis nouit hominum: Sicut infantes non nouerunt quod in altari ponitur et peracta pietatis celebratione consumitur unde uel quomodo conficiatur, unde in usum religionis assumatur. Et si numquam discant experimento uel suo uel aliorum et numquam illam speciem rerum uideant nisi inter celebrationem sacramentorum cum offertur et datur, dicaturque illis auctoritate grauissima cuius corpus et sanguis sit, nihil aliud credent nisi omnino in illa specie dominum oculis apparuisse mortalium et de latere tali percusso liquorem illum omnino fluxisse.

Mihi autem utile est ut meminerim uirium mearum, fratresque meos admoneam ut meminerint suarum, ne ultra quam tutum est humana progrediatur infirmitas. Quemadmodum enim haec faciant angeli uel potius deus quemadmodum haec faciat per angelos suos, et quantum fieri uelit etiam per angelos malos siue sinendo siue iubendo siue cogendo ex occulta sede altissimi imperii sui, nec oculorum acie penetrare nec fiducia rationis enucleare nec prouectu mentis comprehendere ualeo ut tam certus hinc loquar ad omnia quae requiri de his rebus possunt quam si essem angelus aut propheta aut apostolus. Cogitationes enim mortalium timidae, et incertae prouidentiae nostrae. Corpus enim quod corrumpitur aggrauat animam, et deprimit terrena inhabitatio sensum multa cogitantem. Et difficile aestimamus quae in terra sunt, et quae in prospectu sunt inuenimus cum labore. Quae in caelis sunt autem quis inuestigauit? Sed quia sequitur et dicit: Sensum uero tuum quis scit nisi tu dederis sapientiam et miseris spiritum sanctum tuum de altissimis?, quae in caelis sunt quidem non inuestigamus quo rerum genere et corpora angelica secundum propriam dignitatem et eorum quaedam corporalis actio continetur; secundum spiritum tamen dei missum nobis de altissimis et impertitam eius gratiam mentibus nostris audeo fiducialiter dicere nec deum patrem nec uerbum eius nec spiritum eius, quod deus unus est, per id quod est atque idipsum est ullo modo esse mutabilem ac per hoc multo minus uisibilem. Quoniam sunt quaedam quamuis mutabilia non tamen uisibilia, sicut nostrae cogitationes et memoriae et uoluntates et omnis incorporea creatura; uisibile autem quidquam non est quod non sit mutabile.

[XI] Quapropter substantia uel si melius dicitur essentia dei, ubi pro nostro modulo ex quantulacumque particula intellegimus patrem et filium et spiritum sanctum, quandoquidem nullo modo mutabilis est, nullo modo potest ipsa per semetipsam esse uisibilis.


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fondo.
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[degiovfe] - [2011-04-10 23:49:13]

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