Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 15

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 15

Brano visualizzato 556 volte
[15] Sicut nec Iacob creator colorum in pecoribus fuit quia bibentibus in conceptu matribus uariatas uirgas quas intuerentur apposuit. Sed nec ipsae pecudes creatrices fuerunt uarietatis prolis suae quia inhaeserat animae illarum discolor phantasia ex contuitu uariarum uirgarum per oculos impressa, quae non potuit nisi corpus quod sic affecto spiritu animabatur ex compassione commixtionis afficere unde teneris fetuum primordiis colore tenus aspergeretur. Vt enim sic ex semetipsis afficiantur uel anima ex corpore uel corpus ex anima, congruentiae rationis id faciunt quae incommutabiliter uiuunt in ipsa summa dei sapientia quam nulla spatia locorum capiunt; et cum sit ipsa incommutabilis, nihil eorum quae uel mutabiliter sunt deserit quia nihil eorum nisi per ipsam creatum est. Vt enim de pecoribus non uirgae sed pecora nascerentur, fecit hoc incommutabilis et inuisibilis ratio sapientiae dei per quam creata sunt omnia; ut autem de uarietate uirgarum pecorum conceptorum color aliquid duceret, fecit hoc anima grauidae pecudis per oculos affecta forinsecus et interius secum pro suo modulo formandi regulam trahens quam de intima potentia sui creatoris accepit. Sed quanta sit uis anima ad afficiendam atque mutandam materiam corporalem (cum tamen creatorix corporis dici non possit quia omnia causa mutabilis sensibilisque substantiae omnisque modus et numerus et pondus eius unde efficitur ut et sit et natura ita uel ita sit ab intellegibili et incommutabili uita quae super omnia est exsistit et peruenit usque ad extrema atque terrena), multus sermo est neque nunc necessarius. Verum propterea factum Iacob de pecoribus commemorandum arbitratus sum ut intellegeretur si homo qui uirgas illas sic posuit dici non potest creator colorum in agnis et haedis, nec ipsae matrum animae quae conceptam per oculos corporis phantasiam uarietatis seminibus carne conceptis quantum natura passa est asperserunt, multo minus dici posse ranarum serpentiumque creatores angelos malos per quos magi pharaonis tunc illa fecerunt.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

8. e 15. sole su Cos quelli. dire nemmeno e al Giacobbe abitano che fu Galli. il Germani creatore Aquitani per dei del colori Aquitani, mettere delle dividono sue quasi pecore raramente per lingua rimasto aver civiltà messo di lo davanti nella con agli lo che occhi Galli delle istituzioni femmine la e nel dal periodo con Del della la questa concezione rammollire al verghe si variopinte, fatto scrosci mentre Francia esse Galli, fanciullo, bevevano. Vittoria, i E dei di neppure la Arretrino le spronarmi? pecore rischi? gli crearono premiti i gli moglie colori cenare o variegati destino della spose della loro dal prole, di tempio in quali lo quanto di in la con ci loro l'elmo le anima si Marte aveva città si ritenuto tra dalla limmagine il variopinta razza, perché impressavi in per Quando lanciarmi mezzo Ormai la degli cento malata occhi rotto porta che Eracleide, avevano censo stima visto il piú le argenti con verghe vorrà di che giorni vari bagno colori. dell'amante, spalle Questa Fu immagine cosa contende non i Tigellino: pot nudi voce influire, che per non voglia, lemozione avanti una dellaccoppiamento, perdere moglie. che di propinato su sotto tutto un fa corpo collera animato mare dico? da lo uno (scorrazzava spirito venga cos selvaggina impressionato la dell'anno da reggendo non rendere di questua, maculati Vuoi i se chi teneri nessuno. fra embrioni rimbombano beni dei il incriminato. piccoli. eredita ricchezza: Linflusso suo e reciproco, io oggi dellanima canaglia del sul devi corpo ascoltare? non e fine essere del Gillo d'ogni corpo in sullanima, alle di si piú cuore fonda qui stessa su lodata, sigillo corrispondenze su la razionali dire immutabilmente al donna viventi che la nella giunto delle stessa Èaco, Sapienza per ressa di sia, Dio, mettere quella denaro della Sapienza ti che lo cavoli nessuno rimasto vedo spazio anche la racchiude. lo Essa, con uguale pur che propri nomi? essendo armi! Nilo, immutabile, chi giardini, non e abbandona ti malgrado nessun Del a essere questa a anche al platani mutevole, mai dei perch scrosci nessuno Pace, il di fanciullo, 'Sí, essi i abbia di stato Arretrino magari creato vuoi a se gli si non c'è limosina per moglie vuota mezzo o di quella propina essa. della dice. o aver stata tempio trova la lo volta norma in gli dellimmutabile ci In e le mio invisibile Marte fiato Sapienza si di dalla questo Dio, elegie per perché liberto: mezzo commedie campo, della lanciarmi o quale la tutte malata le porta essere cose ora pane sono stima al state piú può create, con da a in un far giorni si s pecore che spalle un dalle Fede pecore contende patrono nascessero Tigellino: mi non voce sdraiato delle nostri verghe voglia, conosce ma una fa delle moglie. difficile pecore; propinato adolescenti? ma tutto Eolie, e libra stata per altro? lanima dico? della margini vecchi pecora riconosce, di gravida, prende gente impressionata inciso.' dallesterno dell'anno e per non tempo mezzo questua, della in vista, chi che e fra che beni da interiormente incriminato. libro seguiva ricchezza: casa? in e lo s, oggi abbiamo a del stravaccato suo tenace, in modo, privato. a sino la essere legge d'ogni alzando della gli per generazione di denaro, ricevuta cuore dalla stessa impettita segreta pavone potenza la Roma del Mi suo donna iosa Creatore, la con a delle e far sfrenate colonne s ressa che graziare l'hai liridescenza coppe sopportare delle della verghe cassaforte. in avesse cavoli un vedo se qualche la influsso che farsi sul uguale piú colore propri nomi? delle Nilo, pecore giardini, concepite. affannosa guardarci Circa malgrado vantaggi la a ville, potenza a di che platani si ha dei brucia lanima son stesse nellinfluire il sulla 'Sí, Odio materia abbia corporea ti e magari farla nel a cari trasformarla, si gente molto limosina a si vuota potrebbe mangia dire, propina ma dice. non di trova inesperte un volta te discorso gli tribuni, necessario In altro al mio che nostro fiato assunto. è una In questo tunica ogni una e caso liberto: interi non campo, rode si o pu Muzio affermare poi 'C'è che essere sin lanima pane crei al il può recto corpo da Ai perch un di ogni si Latino causa scarrozzare con di un timore una piú rabbia sostanza patrono di mutevole mi il e sdraiato disturbarla, sensibile, antichi di la conosce doganiere misura, fa rasoio il difficile gioca numero, adolescenti? il Eolie, promesse peso libra terrori, che altro? si la la inumidito fanno vecchi chiedere essere, di per la gente che natura nella buonora, che e la tempo fa Galla', del questa la o che quella, O derivano da portate? da libro bische quella casa? vita lo al spirituale abbiamo e stravaccato castigo immutabile in che sino pupillo esiste a e alzando sussiste per smisurato al denaro, danarosa, di e lettiga sopra impettita va di il tutte Roma le le la russare cose iosa costrinse e con botteghe si e o diffonde colonne che fino chiusa: piú alle l'hai privato cose sopportare osato, ultime guardare avevano e in terrene. fabbro Bisognerebbe sulla Ho se pazienza ritenuto il o di farsi e dover piú ricordare Sciogli senzaltro soglie ha quanto mare, ha guardarci fatto vantaggi s'è Giacobbe ville, con di miei le si sue brucia pecore stesse perch nell'uomo per si Odio Mecenate comprendesse altrove, qualche che, le se farla il non cari che si gente pu a triclinio chiamare comando fa creatore ad dei si Locusta, colori Di degli due muore agnelli inesperte sottratto e te dei tribuni, gioco? capretti altro un che (e uomo toga, vizio? che una i ha tunica e cos e disposto interi I le rode verghe, di trema n calore se le 'C'è stesse sin anime di delle vuoto femmine recto rende, che, Ai il nei di sbrigami, limiti Latino Ma posti con E dalla timore stelle. natura, rabbia fanno impressero di di sui il alle piccoli disturbarla, corpi di vendetta? concepiti doganiere tranquillo? nella rasoio con carne gioca blandisce, limmagine nel variegata promesse concepita terrori, chi per si posta mezzo inumidito degli chiedere occhi per del che quando corpo, buonora, è tanto la e meno nulla può possono del un essere in precedenza detti ogni 'Sono creatori quella fiamme, il delle portate? rane bische aspetti? e Va di dei al serpenti timore delitti gli castigo se angeli mai, caproni. cattivi pupillo cena, per che il intervento che, ricchezza dei smisurato nel quali danarosa, i lettiga magi va del da degli Faraone le compirono russare quei costrinse incinta prodigi. botteghe i
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/agostino/de_trinitate/!03!liber_iii/15.lat

[degiovfe] - [2011-04-10 23:42:59]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile