Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 8

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Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 8

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[8] Dicam si potero quiddam exempli gratia quo haec apertiora sint. Est certe in corpore humano quaedam moles carnis et formae species et ordo distinctioque membrorum et temperatio ualetudinis. Hoc corpus inspirata anima regit eademque rationalis, et ideo quamuis mutabilis tamen quae possit illius incommutabilis sapientiae particeps esse ut sit participatio eius in idipsum, sicut in psalmo scriptum est de omnibus sanctis ex quibus tamquam lapidibus uiuis aedificatur illa Hierusalem mater nostra aeterna in caelis. Ita enim canitur: Hierusalem quae aedificatur ut ciuitas, cuius participatio eius in idipsum. Idipsum quippe hoc loco illud summum et incommutabile bonum intellegitur quod deus est atque sapientia uoluntasque ipsius, cui cantatur alio loco: mutabis ea et mutabuntur; ut autem idem ipse es.

[III] Constituamus ergo animo talem sapientem cuius anima rationalis iam sit particeps incommutabilis aeternaeque ueritatis quam de omnibus suis actionibus consulat, nec aliquid omnino faciat quod non in ea cognouerit esse faciendum ut ei subditus eique obtemperans recte faciat. Iste si consulta summa ratione diuinae iustitiae quam in secreto audiret aure cordis sui eaque sibi iubente in aliquo officio misericordiae corpus labore fatigaret aegritudinemque contraheret, consultisque medicis ab alio diceretur causam morbi esse corporis siccitatem, ab alio autem humoris immoderationem; unus eorum ueram causam diceret, alter erraret, uterque tamen de proximis causis, id est corporalibus pronuntiaret. At si illius siccitatis causa quaereretur et inueniretur uoluntarius labor, iam uentum esset ad superiorem causam quae ab anima proficisceretur ad afficiendum corpus quod regit; sed nec ipsa prima esset. Illa enim procul dubio superior erat in ipsa incommutabili sapientia cui hominis sapientis anima in caritate seruiens et ineffabiliter iubenti obediens uoluntarium laborem susceperat. Ita non nisi dei uoluntas causa prima illius aegritudinis ueracissime reperiretur.

Iam uero si in labore officioso et pio adhibuisset ille sapiens ministros conlaborantes secum in opere bono, nec tamen eadem uoluntate deo seruientes sed ad carnalium cupiditatum suarum mercedem peruenire cupientes uel incommoda carnalia deuitantes; adhibuisset etiam iumenta si hoc exigeret illius operis implendi procuratio, quae utique iumenta irrationalia essent animantia nec ideo mouerent membra sub sarcinis quod aliquid de illo bono opere cogitarent sed naturali appetitu suae uoluptatis et deuitatione molestiae; postremo adhibuisset ipsa etiam corpora omni sensu carentia quae illi operi essent necessaria, frumentum scilicet, uinum, oleum, uestem, nummum, codicem, et si qua huiusmodi. In his certe omnibus in illo opere uersantibus corporibus siue animatis siue inanimis quaecumque mouerentur, attererentur, repararentur, exterminarentur, reformarentur, alio atque alio modo locis et temporibus affecta mutarentur num alia esset istorum omnium uisibilium et mutabilium factorum causa nisi illa inuisibilis et incommutabilis uoluntas dei per animam iustam sicut sedem sapientiae cunctis utens et malis et irrationalibus animis et postremo corporibus, siue quae illis inspirarentur et animarentur siue omni sensu carentibus, cum primitus uteretur ipsa bona anima et sancta quam sibi ad pium et religiosum obsequium subdidisset?


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[degiovfe] - [2011-04-10 23:34:07]

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