Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 2

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Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 2

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[2] Sane cum in omnibus litteris meis non solum pium lectorem sed etiam liberum correctorem desiderem, multo maxime in his ubi ipsa magnitudo quaestionis utinam tam multos inuentores habere posset quam multos contradictores habet. Verumtamen sicut lectorem meum nolo esse mihi deditum, ita correctorem nolo sibi. Ille me non amet amplius quam catholicam fidem; ille se non amet amplius quam catholicam ueritatem. Sicut illi dico: Noli meis litteris quasi scripturis canonicis inseruire, sed in illis et quod non credebas cum inueneris incunctanter crede, in istis autem quod certum non habebas nisi certum intellexeris noli firme retinere; ita illi dico: Noli meas litteras ex tua opinione uel contentione sed ex diuina lectione uel inconcussa ratione corrigere; si quid in eis ueri comprehenderis, exsistendo non est meum at intellegendo et amando et tuum sit et meum; si quid autem falsi conuiceris, errando fuerit meum sed iam cauendo nec tuum sit nec meum.


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[degiovfe] - [2011-04-10 23:27:46]

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