Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 1

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Agostino - De Trinitate - Liber Iii - 1

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[1] Credant qui uolunt malle me legendo quam legenda dictando laborare. Qui autem hoc nolunt credere, experiri uero et possunt et uolunt, dent quae legendo uel meis inquisitionibus respondeatur uel interrogationibus aliorum quas pro mea persona quam in seruitio Christi gero et pro studio quo fidem nostram aduersus errorem carnalium et animalium hominum muniri inardesco necesse est me pati, et uideant quam facile ab isto labore me temperem et quanto etiam gaudio stilum possim habere feriatum. Quod si ea quae legamus de his rebus sufficienter edita in latino sermone aut non sunt aut non inueniuntur aut certe difficile a nobis inueniri queunt, graecae autem linguae non sit nobis tantus habitus ut talium rerum libris legendis et intellegendis ullo modo reperiamur idonei, quo genere litterarum ex his quae nobis pauca interpretata sunt non dubito cuncta quae utiliter quaerere possumus contineri; fratribus autem non ualeam resistere iure quo eis seruus factus sum flagitantibus ut eorum in Christo laudabilibus studiis lingua ac stilo meo quas bigas in me caritas agitat maxime seruiam. Egoque ipse multa quae nesciebam scribendo me didicisse confitear; non debet labor hic meus cuiquam pigro aut multum docto uideri superfluus cum multis impigris multisque indoctis inter quos etiam mihi non parua ex parte sit necessarius. Ex his igitur quae ab aliis de hac re scripta iam legimus plurimum adminiculati et adiuti ea quae de trinitate uno summo summeque bono deo pie quaeri et disseri posse arbitror ipso exhortante quaerenda atque adiuuante disserenda suscepi, ut si alia non sunt huiusmodo scripta, sit quod habeamus, et legant qui uoluerint et ualuerint; si autem iam sunt, tanto facilius aliqua inueniantur quanto talia plura esse potuerint.


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[degiovfe] - [2011-04-10 23:26:56]

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