Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber I - 31

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Agostino - De Trinitate - Liber I - 31

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[31] Secundum illam uisionem bonus est secundum quam uisionem deus apparet mundis corde, quoniam: Quam bonus deus Israhel rectis corde! Quando autem iudicem uidebunt mali, non eis uidebitur bonus quia non ad eum gaudebunt corde, sed tunc se plangent omnes tribus terrae in numero utique malorum omnium et infidelium. Propter hoc etiam illi, qui eum dixerat magistrum bonum quaerens ab eo consilium consequendae uitae aeternae, respondit: Quid me interrogas de bono? Nemo bonus nisi unus deus; cum et hominem alio loco dicat bonum ipse dominus: Bonus homo, inquit, de bono thesauro cordis sui profert bona, et malus homo de malo thesauro cordis sui profert mala. Sed quia ille uitam aeternam quaerebat, uita autem aeterna est in illa contemplatione qua non ad poenam uidetur deus sed ad gaudium sempiternum, et non intellegebat cum quo loquebatur quia tantummodo eum filium hominis arbitrabatur: Quid me interrogas, inquit, de bono? Id est: 'Istam formam quam uides, quid interrogas de bono, et uocas me secundum quod uides magistrum bonum? Haec forma filii hominis est; haec forma accepta est; haec forma apparebit in iudicio non tantum iustis sed et impiis, et huius formae uisio non erit in bonum eis qui male agunt. Est autem uisio formae meae in qua cum essem non rapinam arbitratus sum esse aequalis deo, sed ut hanc acciperem me ipsum exinaniui.' Ille ergo unus deus pater et filius et spiritus sanctus qui non apparebit nisi ad gaudium quod non auferetur a iustis, cui gaudio futuro suspirat qui dicit: Vnam petii a domino, hanc requiram, ut inhabitem in domo domini per omnes dies uitae meae, ut contempler delectationem domini; unus ergo deus ipse est solus bonus ad hoc, quia nemo eum uidet ad luctum et planctum sed tantum ad salutem et laetitiam ueram. 'Secundum illam formam si me intellegis, bonus sum; si autem secundum hanc solam, quid me interrogas de bono si inter illos eris qui uidebunt in quem pupugerunt, et ipsa uisio malum eis erit quia poenalis erit?'

Ex ista sententia dixisse dominum: Quid me interrogas de bono? Nemo bonus nisi unus deus, his documentis quae commemoraui probabile est, quia uisio illa dei qua contemplabimur incommutabilem atque humanis oculis inuisibilem dei substantiam quae solis sanctis promittitur quam dicit apostolus Paulus facie ad faciem; et de qua dicit apostolus Iohannes: Similes ei erimus quoniam uidebimus eum sicuti est; et de qua dicitur: Vnam petii a domino, ut contempler delectationem domini; et de qua dicit ipse dominus: Et ego diligam eum et ostendam me ipsum illi; et propter quam solam fide corda mundamus ut simus beati mundicordes quoniam ipsi deum uidebunt; et si qua alia de ista uisione dicta sunt quae copiosissime sparsa per omnes scripturas inuenit quisquis ad eam quaerendam oculum amoris intendit sola est summum bonum nostrum cuius adipsiscendi causa praecipimur agere quidquid recte agimus. Visio uero illa filii hominis quae praenuntiata est cum congregabuntur ante eum omnes gentes et dicenti ei: Domine, quando te uidimus esurientem et sitientem? et cetera, nec bonum erit impiis qui mittentur in ignem aeternum, nec summum bonum erit iustis. Adhuc enim uocat eos ad regnum quod eis paratum est ab initio mundi. Sicut enim illis dicet: Ite in ignem aeternum, sic istis: Venite, benedicti patris mei, possidete paratum uobis regnum. Et sicut ibunt illi in ambustionem aeternam, sic iusti in uitam aeternam. Quid est autem uita aeterna nisi ut cognoscant te, inquit, unum uerum deum et quem misisti Iesum Christum: Sed iam in ea claritate de qua dicit patri: quam habui apud te priusquam mundus fieret. Tunc enim tradet regnum deo et patri ut intret seruus bonus in gaudium domini sui, et abscondat eos quos possidet deus in abscondito uultus sui a conturbatione hominum, eorum scilicet qui tunc conturbabuntur audientes illam sententiam. A quo auditu malo iustus non timebit si modo protegatur in tabernaculo, id est in fide recta catholicae ecclesiae, a contradictione linguarum, id est a calumniis haereticorum.

Si uero est alius intellectus uerborum domini quibus ait: Quid me interrogas de bono? Nemo bonus nisi unus deus, dum tamen non ideo credatur maioris bonitatis esse patris quam filii substantia secundum quam uerbum est per quod facta sunt omnia nihilque abhorret a sana doctrina, securi utamur non uno tantum sed quotquot reperiri potuerint. Tanto enim fortius conuincuntur haeretici quanto plures exitus patent ad eorum laqueos euitandos. Sed ea quae adhuc consideranda sunt ab alio iam petamus exordio.


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[degiovfe] - [2011-04-08 20:19:01]

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