Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber I - 26

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Agostino - De Trinitate - Liber I - 26

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[26] Nam et illud quaero quomodo dictum sit: Si quis non audit uerba mea, ego non iudicabo illum. Fortassis enim ita hoc dixit, ego non iudicabo illum, quemadmodum ibi, non est meum dare. Sed quid hic sequitur? Non enim ueni, inquit, ut iudicem mundum, sed ut saluum faciam mundum. Deinde adiungit et dicit: Qui me spernit et non accipit uerba mea, habet qui se iudicet. Hic iam intellegeremus patrem nisi adiungeret et diceret: Verbum quod locutus sum, ipsum iudicabit illum in nouissima die. Quid igitur iam nec filius iudicabit quia dixit: Ego non iudicabo illum, nec pater, sed uerbum quod locutus est filius? Immo audi adhuc quod sequitur: Quia ego, inquit, non ex me locutus sum, sed ille qui me misit pater, ille mandatum mihi dedit quid dicam et quid loquar; et scio quia mandatum eius uita aeterna est. Quae ego loquor, ita ut dixit mihi pater, sic loquor. Si ergo non iudicat filius sed uerbum quod locutus est filius, ideo autem iudicat uerbum quod locutus est filius quia non ex se locutus est filius, sed qui misit eum pater mandatum ei dedit quid dicat et quid loquatur. Pater utique iudicat cuius uerbum est quod locutus est filius, atque ipsum uerbum patris idem ipse est filius. Non enim aliud est mandatum patris, aliud uerbum patris; nam et uerbum hoc appellauit et mandatum.

Videamus ergo ne forte quod ait, Ego non ex me locutus sum, hoc intellegi uoluerit, 'Ego non ex me natus sum.' Si enim uerbum patris loquitur, se ipsum loquitur quia ipse est uerbum patris. Plerumque enim dicit: Dedit mihi pater, in quo uult intellegi quod eum genuerit pater, ut non tamquam iam exsistenti et non habenti dederit aliquid, sed ipsum dedisse ut haberet, genuisse est ut esset. Non enim sicut creatura ita dei filius ante incarnationem et ante assumptam creaturam, unigenitus per quem facta sunt omnia, aliud est et aliud habet, sed hoc ipsum est quod est id quod habet. Quod illo loco manifestius dicitur si quis ad capiendum sit idoneus ubi ait: Sicut habet pater uitam in semetipso, ita dedit filio habere uitam in semetipso. Neque enim iam exsistenti et uitam non habenti dedit ut haberet uitam in semetipso, cum eo ipso quod est uita sit. Hoc est ergo, dedit filio habere uitam in semetipso, genuit filium esse incommutabilem uitam, quod est uita aeterna. Cum ergo uerbum dei sit filius dei, et filius dei sit uerus deus et uita aeterna sicut in epistula sua dicit Iohannes, etiam hic quid aliud agnoscimus cum dicit dominus: Verbum quod locutus sum, ipsum iudicabit eum in nouissima die? Et ipsum uerbum patris uerbum esse dicit et mandatum patris ipsumque mandatum uitam aeternam. Et scio, inquit, quia mandatum eius uita aeterna est.


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[degiovfe] - [2011-04-08 20:15:07]

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