Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber I - 15

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Agostino - De Trinitate - Liber I - 15

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[VIII 15] Illud autem quod ait idem apostolus: Cum autem ei omnia subiecta fuerint, tunc et ipse filius subiectus erit ei qui illi subiecit omnia, aut ideo dictum est ne quisquam putaret habitum Christi, qui ex humana creatura susceptus est, conuersum iri postea in ipsam diuinitatem uel, ut certius expresserim, deitatem, quae non est creatura sed est unitas trinitatis incorporea et incommutabilis, et sibimet consubstantialis et coaeterna natura. Aut si quisquam contendit, ut aliqui senserunt, ita dictum: Et ipse filius subiectus erit ei qui illi subiecit omnia, ut ipsam subiectionem, commutationem et conuersionem credat futuram creaturae in ipsam substantiam uel essentiam creatoris, id est ut quae fuerat substantia creaturae fiat substantia creatoris, certe uel hoc concedit quod non habet ullam dubitationem nondum hoc fuisse factum cum dominus diceret: Pater maior me est. Dixit enim hoc non solum antequam ascendisset in caelum, uerum etiam antequam passus resurrexisset a mortuis. Illi autem qui putant humanam in eo naturam in deitatis substantiam mutari atque conuerti, et ita dictum: Tunc et ipse filius subiectus erit ei qui illi subiecit omnia, ac si diceretur: 'Tunc et ipse filius hominis et a uerbo dei suscepta humana natura commutabitur in eius naturam qui ei subiecit omnia,' tunc futurum putant cum post diem iudicii tradiderit regnum deo et patri. Ac per hoc etiam secundum istam opinionem adhuc pater maior est quam serui forma quae de uirgine accepta est. Quod si et aliqui hoc affirmant, quod iam fuerit in dei substantiam mutatus homo Christus Iesus, illud certe negare non possunt quod adhuc natura hominis manebat quando ante passionem dicebat: Quoniam pater maior me est. Vnde nulla cunctatio est secundum hoc esse dictum quod forma serui maior est pater, cui in forma dei aequalis est filius.

Nec quisquam cum audierit quod ait apostolus: Cum autem dixerit quia omnia subiecta sunt, manifestum quia pater eum qui subiecit illi omnia, ita existimet de patre intellegendum quod subiecerit omnia filio ut ipsum filium sibi omnia subiecisse non putet. {Quod apostolus ad philippenses ostendit dicens: Nostra autem conuersatio in caelis est; unde et saluatorem exspectamus dominum Iesum Christum, qui transfigurauit corpus humilitatis nostrae conforme ut fiat corpori gloriae suae, secundum operationem suam qua possit etiam sibi subicere omnia.} Inseparabilis enim est operatio patris et filii. Alioquin nec ipse pater sibi subiecit omnia, sed filius ei subiecit qui ei regnum tradidit et euacuat omnem principatum et omnem potestatem et uirtutem. De filio quippe ista dicta sunt: Cum tradiderit, inquit, regnum deo et patri, cum euacuauerit omnem principatum et omnem potestatem et uirtutem. Ipse enim subiecit qui euacuat.


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[degiovfe] - [2011-04-08 20:05:43]

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