Splash Latino - Agostino - De Trinitate - Liber I - 2

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Agostino - De Trinitate - Liber I - 2

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[2] Vt ergo ab huiusmodi falsitatibus humanus animus purgaretur, sancta scriptura paruulis congruens nullius generis rerum uerba uitauit ex quibus quasi gradatim ad diuina atque sublimia noster intellectus uelut nutritus assurgeret. Nam et uerbis ex rebus corporalibus sumptis usa est cum de deo loqueretur, uelut cum ait: Sub umbraculo alarum tuarum protege me. Et de spiritali creatura multa transtulit quibus significaret illud quod ita non esset sed ita dici opus esset, sicuti est: Ego sum deus zelans, et: Poenitet me hominem fecisse. De rebus autem quae omnino non sunt non traxit aliqua uocabula quibus uel figuraret locutiones uel sirparet aenigmata. Vnde perniciosius et inanius euanescunt qui tertio illo genere erroris a ueritate secluduntur hoc suspicando de deo quod neque in ipso neque in ulla creatura inueniri potest. Rebus enim quae in creatura reperiuntur solet scriptura diuina uelut infantilia oblectamenta formare quibus infirmorum ad quaerenda superiora et inferiora deserenda pro suo modulo tamquam passibus moueretur aspectus. Quae uero proprie de deo dicuntur, quae in nulla creatura reperiuntur, raro ponit scriptura diuina, sicut illud quod dictum est ad Moysen: Ego sum qui sum, et: Qui est misit me ad uos. Cum enim esse aliquo modo dicatur et corpus et animus, nisi proprio quodam modo uellet intellegi, non id utique diceret. Et illud quod ait apostolus: Qui solus habet immortalitatem. Cum et anima modo quodam immortalis esse dicatur et sit, non diceret, solus habet, nisi quia uera immortalitas incommutabilitas est, quam nulla potest habere creatura quoniam solius creatoris est. Hoc et Iacobus dicit: Omne datum optimum et omne donum perfectum desursus est descendens a patre luminum, apud quem non est commutatio nec momenti obumbratio. Hoc et Dauid: Mutabis ea et mutabuntur; tu autem idem ipse es.


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[degiovfe] - [2011-04-08 19:53:07]

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