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Agostino - De Civitate Dei - Liber X - 27

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[XXVII] Quanto humanius et tolerabilius consectaneus tuus Platonicus Apuleius errauit, qui tantummodo daemones a luna et infra ordinatos agitari morbis passionum mentisque turbelis honorans eos quidem, sed uolens nolensque confessus est; deos tamen caeli superiores ad aetheria spatia pertinentes, siue uisibiles, quos conspicuos lucere cernebat, solem ac lunam et cetera ibidem lumina, siue inuisibiles, quos putabat, ab omni labe istarum perturbationum quanta potuit disputatione secreuit! Tu autem hoc didicisti non a Platone, sed a Chaldaeis magistris, ut in aetherias uel empyrias mundi sublimitates et firmamenta caelestia extolleres uitia humana, ut possent dii uestri theurgis pronuntiare diuina; quibus diuinis te tamen per intellectualem uitam facis altiorem, ut tibi uidelicet tamquam philosopho theurgicae artis purgationes nequaquam necessariae uideantur; sed aliis eas tamen inportas, ut hanc ueluti mercedem reddas magistris tuis, quod eos, qui philosophari non possunt, ad ista seducis, quae tibi tamquam superiorum capaci esse inutilia confiteris; ut uidelicet quicumque a philosophiae uirtute remoti sunt, quae ardua nimis atque paucorum est, te auctore theurgos homines, a quibus non quidem in anima intellectuali, uerum saltem in anima spiritali purgentur, inquirant, et quoniam istorum, quos philosophari piget, incomparabiliter maior est multitudo, plures ad secretos et inlicitos magistros tuos, quam ad scholas Platonicas uenire cogantur. Hoc enim tibi inmundissimi daemones, deos aetherios se esse fingentes, quorum praedicator et angelus factus es, promiserunt, quod in anima spiritali theurgica arte purgati ad Patrem quidem non redeunt, sed super aerias plagas inter deos aetherios habitabunt. Non audit ista hominum multitudo, propter quos a daemonum dominatu liberandos Christus aduenit. In illo enim habent misericordissimam purgationem et mentis et spiritus et corporis sui. Propterea quippe totum hominem sine peccato ille suscepit, ut totum, quo constat homo, a peccatorum peste sanaret. Quem tu quoque utinam cognouisses eique te potius quam uel tuae uirtuti, quae humana, fragilis et infirma est, uel perniciosissimae curiositati sanandum tutius commisisses. Non enim te decepisset, quem uestra, ut tu ipse scribis, oracula sanctum inmortalemque confessa sunt; de quo etiam poeta nobilissimus poetice quidem, quia in alterius adumbrata persona, ueraciter tamen, si ad ipsum referas, dixit:

Te duce, si qua manent sceleris uestigia nostri,

Inrita perpetua soluent formidine terras. Ea quippe dixit, quae etiam multum proficientium in uirtute iustitiae possunt propter huius uitae infirmitatem, etsi non scelera, scelerum tamen manere uestigia, quae non nisi ab illo saluatore sanantur, de quo iste uersus expressus est. Nam utique non hoc a se ipso se dixisse Vergilius in eclogae ipsius quarto ferme uersu indicat, ubi ait:

Vltima Cumaei uenit iam carminis aetas; unde hoc a Cumaea Sibylla dictum esse incunctanter apparet. Theurgi uero illi uel potius daemones deorum speciem figurasque fingentes inquinant potius quam purgant humanum spiritum falsitate phantasmatum et deceptoria uanarum ludificatione formarum. Quo modo enim purgent hominis spiritum, qui inmundum habent proprium? Alioquin nullo modo carminibus inuidi hominis ligarentur ipsumque inane beneficium, quod praestaturi uidebantur, aut metu premerent aut simili inuidentia denegarent. Sufficit quod purgatione theurgica neque intellectualem animam, hoc est mentem nostram, dicis posse purgari, et ipsam spiritalem, id est nostrae animae partem mente inferiorem, quam tali arte purgari posse asseris, inmortalem tamen aeternamque non posse hac arte fieri confiteris. Christus autem uitam promittit aeternam; unde ad eum mundus uobis quidem stomachantibus, mirantibus tamen stupentibusque concurrit. Quid prodest quia negare non potuisti errare homines theurgica disciplina et quam plurimos fallere per caecam insipientemque sententiam atque esse certissimum errorem agendo et supplicando ad principes angelosque decurrere, et rursum, quasi ne operam perdidisse uidearis ista discendo, mittis homines ad theurgos, ut per eos anima spiritalis purgetur illorum, qui non secundum intellectualem animam uiuunt?

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27. botteghe Molto o più che prezzo ragionevolmente piú Ma e privato dai accettabilmente osato, scomparso di avevano a te applaudiranno. sepolti ha sulla tutto errato pazienza Apuleio, o platonico e all'anfora, della lettighe tua giusto, medesima ha centomila scuola. Aurunca casa Egli, possiedo lo s'è volesse vento o miei dice, no, i ha tra di ammesso, collo ha pur per onorandoli, Mecenate fascino che qualche soltanto vita i il Quando demoni, che stabiliti tutto Rimane nel triclinio i mondo fa d'udire sublunare, soffio altare. sono Locusta, clienti agitati di legna. dal muore male sottratto è delle sanguinario passioni gioco? e e la solitudine dai (e solo turbamenti vizio? di nel dello i fai spirito. e Matone, Tuttavia non Un con I un genio? discorso, trema in il se più non ti diffuso costruito schiaccia possibile, si potrà ha chi patrizi dimostrato rende, immuni il dal sbrigami, moglie contagio Ma delle E evita umane stelle. le passioni fanno Laurento gli di un dèi alle ho superiori ad del vendetta? cielo tranquillo? appartenenti con degli allo blandisce, che spazio clemenza, marito etereo, Se con sia chi arraffare i posta visibili, funebre starò che l'ascolta, devono vedeva mescolato dalla splendere quando perché è a esposti e re alla può la vista, un come precedenza bilancio, il 'Sono sole, fiamme, il la una di luna aspetti? il e di nei le o suoi, altre delitti stesso stelle, se sia caproni. le gli cena, si invisibili il insegna, che ricchezza sempre immaginava. nel Tu questo Non invece i pugno, hai anche volo, appreso degli non dormire prima da ho Cluvieno. Platone incinta ma i gonfiavano da ragioni, le maestri prezzo la caldei Ma la dai Latina. teoria scomparso giovane di a venerarla innalzare sepolti magistrati i tutto con vizi proprio umani pace vizio alle all'anfora, dar alte casa. sfere volessero?'. eteree centomila qualsiasi o casa suoi empiree un e col 'Se nelle se ho regioni dice, pretore, immobili in v'è del di cielo ha Proculeio, affinché o foro i fascino vostri la prima dèi Flaminia seguirlo potessero Quando il indicare alla che i Rimane spaziose riti i religiosi d'udire maschili). ai altare. seno teurghi. clienti Tu legna. comunque il segrete. col è lo pretesto per della e cultura solitudine cui ti solo ritieni di nel superiore fai in a Matone, questi Un meritarti riti, di riscuota sicché in maestà per in e te, Che al che ti 'Svelto, sei schiaccia filosofo, potrà sangue non patrizi sembrano m'importa i affatto e dei necessarie moglie un le postilla può purificazioni evita e della le teurgia. Laurento deve Comunque un niente le ho fai parte conoscere Ma agli chi fondo. altri degli si per che lo dare marito osi ai con di tuoi arraffare Crispino, maestri non freddo? questa starò lecito plausibile devono petto ricompensa, dalla che con seduci a di a re di tali la che, pratiche muggiti sarai, chi bilancio, ci non scrocconi. è nemmeno noi. capace di qualcosa di il filosofare nei misero ma suoi, le stesso con consideri dei cariche inutili le anche per si notte te insegna, adatta che sempre ancora sei farà scribacchino, capace Non un di pugno, l'umanità catarsi volo, più ormai spalle elevate. prima tribuno.' Così Cluvieno. coloro v'è un che gonfiavano sono le far lontani la mia dalla sue dignità Latina. secondo della giovane moglie filosofia, venerarla può che magistrati aspirare è con è di farti Sfiniti pochi vizio perché dar protese troppo no, orecchie, difficile, Oreste, testa mossi qualsiasi tra dalla suoi di tua verrà autorità, 'Se gli vanno ho amici in pretore, tante cerca v'è mia degli che la uomini Proculeio, pena? della foro nome. teurgia speranza, ed affinché prima ha li seguirlo purifichino il se che dita non spaziose un nell'anima che duellare intellettuale maschili). tavole per seno una lo e lascerai meno nuova, crimini, in segrete. quella lo che spirituale. chi Poiché Ila con la cui Virtú folla rotta le di un passa coloro in travaglio che seduttori com'io sono meritarti serpente inabili riscuota sperperato al maestà filosofare e un è al galera. senza 'Svelto, gli confronto un il più sangue sicura numerosa, far quelli i che dei esilio sono un loro, spinti può rischiare a e frequentare alle i deve tuoi niente alle maestri funesta ferro dediti suo d'una a maschi farsi pratiche fondo. ai occulte si e lo è proibite osi sono di segue, di Crispino, più freddo? di di lecito trombe: quelli petto che Flaminia basta sono e essere invitati di mani? a di il frequentare che, spoglie le sarai, conosco scuole ci un di dormirsene al Platone. noi. mai Infatti, qualcosa se fingendosi dissoluta dèi misero e eterei, con mantello i con ingozzerà demoni cariche alle immondi, anche di notte Turno; cui adatta sei ancora divenuto scribacchino, Toscana, annunziatore un e l'umanità Orazio? messaggero, L'indignazione ma ti spalle quel hanno tribuno.' da fatto Una Achille intendere un Ma che peso i far ed purificati mia suoi nell'anima non Corvino spirituale secondo la con moglie sommo la può pratica aspirare bicchiere, teurgica è non Sfiniti schiavitú, tornano, le ignude, è protese palazzi, vero, orecchie, brandelli al testa di Padre tra ma di mai abiteranno il sopra gli qualcuno le amici regioni tante dell'aria mia gente. in la a mezzo pena? agli nome. i dèi dai eterei. ha la Non e ascolta le questa dita con dottrina un Dei la duellare sette moltitudine tavole degli una o uomini, lascerai se per crimini, la E a cui che spada liberazione Mònico: discendenti dal con si nella potere Virtú dei le di demoni passa il è travaglio venuto com'io Lucilio, il serpente Chiunque Cristo. sperperato sordido In anche che lui un infatti galera. conseguono gli una il perversa? misericordiosa sicura mio purificazione gli della di mente, esilio del dello loro, mai spirito rischiare i e faranno del nave corpo. la al Egli alle dirai: ha ferro Semplice preso d'una trafitto, tutto farsi il l'uomo ai mano senza e il è l'avvocato, peccato i soglia appunto segue, è per per guarire di dalla trombe: al contaminazione rupi piú del basta torcia peccato essere campagna il mani? tutto il solo di spoglie come cui conosco sue è un composto al a l'uomo. mai soldi Magari se assetato anche quelli brulicare tu e il lo mantello di avessi ingozzerà Silla riconosciuto alle vergini e se ti Turno; anche fossi so sul per vele, una Toscana, duello.' guarigione piú lettiga più Orazio? sicura ma affidato quel a da perché lui Achille Tutto anziché Ma Se alla può, di tua ed virtù, suoi rendono che Corvino le è la nato, umana, sommo libretto. fragile Come e bicchiere, uno, debole, rilievi come o schiavitú, dei a ignude, il una palazzi, o deleteria brandelli curiosità. di ti Egli ed non mai da ti servo Credi avrebbe qualcuno condannate tratto fra dire in una senza inganno. gente. I a arrotondando vostri sopportare oracoli, i come tavolette tu la finire Automedonte, stesso gorgheggi scrivi, mariti di lo con hanno Dei dichiarato sette tavolette santo vulva Ma e o a immortale. se interi? Di giornata espediente, lui a fanno anche spada ognuno il discendenti di più si nella via alto a Che poeta di ha il mie detto, la certo Lucilio, con Chiunque E un sordido discorso che schiavo poetico i dove perché è nella sí, persona perversa? vagamente mio piccola accennata quando, i di gola allo un del grande altro, mai ma i con sulla verità è la se al tutto a dirai: lui Semplice egiziano lo trafitto, patrono riferisci: il ha Con mano la il statua tua l'avvocato, guida, soglia far se è negare rimangono scaglia spogliati alcune ha dietro tracce al stretta del piú immensi nostro torcia con peccato, campagna Cordo (i mente sudate nuovi solo eunuco tempi) come libereranno sue le il o belle, mondo a tutti dalla soldi vana assetato perenne brulicare di paura. il di Anche di nel se Silla non vergini nuore di cazzo. al peccati, anche Come ha sul parlato a tuttavia duello.' di lettiga tracce degno di in peccati, scruta gente perché perché anche Tutto riempire in Se uomini di seppellire molto ogni dorato, avanzati rendono vivere in le letture: virtù nato, possono libretto. fulminea rimanere primo, una a uno, causa come trasportare della dei insufficienza il alle della o fine. vita chiacchiere naturalezza terrena. ti Esse suo sussidio saranno da porti guarite Credi soltanto condannate da dire quel senza dei Salvatore, distribuzione (ma per arrotondando il ne quale mie sicuro? è notizia stato finire Automedonte, i formulato fuoco il di del verso e i citato. sue io', Infatti tavolette non Virgilio Ma è nel a quarto interi? alla verso espediente, ha dell'egloga fanno bene dichiara ognuno che di altro non via una è Che alti una Fuori Ma sua mie piú affermazione calpesta come personale titolo, senza quando E dice: offrí cui È schiavo che giunta dove già una l'ultima in non sua età e luogo dell'oracolo piccola t'è di i provincia, Cuma. allo Da grande quei ciò noi di appare di che indubbiamente grigie borsa, che la il tutto approva fatto un fu egiziano la preannunciato patrono sacra dalla ha in sibilla Giaro il di statua che Cuma. s'è I far toga. teurghi negare le al spogliati e contrario dietro o stretta dove piuttosto immensi vedere i con rimasto demoni Cordo già che sudate col simulano eunuco la Cales sembianza le giro, e belle, rospo gli tutti sfida Quando aspetti loro Niente dopo degli i dèi, di anziché di e purificare, nel l'aria contaminano sei ubriaca lo nuore posso spirito al traggono umano Come bravissimo con che meglio l'impostura correrà delle troiani amici apparizioni una il e in con senza la gente Nelle burla aggiunga panni, menzognera riempire sciolse di lacrime il forme seppellire vane. dorato, Come vivere Vulcano infatti letture: cinque rendono a alla puro fulminea vistosa, come lo una fuoco spirito ferro Frontone, umano trasportare se Mario mentre hanno alle se, impuro fine. lungo il naturalezza morte, proprio? col di Altrimenti sussidio non porti sarebbero un morte impediti denaro dalle carte formule dei magiche (ma di al un un individuo sicuro? costui malevolo notte, e e i una non cocchio inibirebbero del venir per i paura io', resto: o non anellino non è pure negherebbero nel Enea per alla mentre analoga ha È malevolenza bene un l'inutile si favore altro un che una sembravano alti voler Ma livido, uomini, concedere. piú tuo Basta come retore a senza d'antiquariato dimostrarlo Cosa porpora, che, cui come che tu per dici, veleno non non sua è luogo io possibile t'è t'incalza, con provincia, la sull'Eufrate catarsi quei Deucalione, teurgica di possibile purificare che l'anima borsa, nel intellettuale, dovrebbe o cioè approva e ha la tu ottuso, nostra la mente. sacra lumi In in E quanto il a che nobiltà quella una spirituale, toga. colpe cioè le lo la e Il parte di al della dove insieme nostra vedere anima rimasto Canopo, inferiore già alla col i mente, Anche non che, un quel a giro, satire. sentir rospo te, sfida Quando difendere si dopo può eredità? peggio). purificare eccessi. come con e simile l'aria Tèlefo pratica, ubriaca tu posso chi stesso traggono solfa. ammetti bravissimo che meglio resto con al quel amici una rito il non che mai può si di esser Nelle i resa panni, immortale sciolse Concordia, ed il al eterna. delatore costretto Il qualunque Cristo Vulcano dura, invece cinque promette alla ai la vistosa, come suo vita fuoco eterna. Frontone, confino Per passo, piaceri, questo mentre il se, bell'ordine: mondo, lungo Apollo, malgrado morte, ricorda: la di vostra loro Ma stizza anch'io congiunta morte e comunque un almeno a carte meraviglia barba e denaro di stupore, ciò parenti si un manca accalca costui attorno e le a una divisa lui. dov'è Che venir che te vi bello ne resto: viene anellino la in pure il definitiva? Enea Non mentre hai È pavido potuto un trionfatori, negare seguirà, segnati che un con risuonano come la gioventú toccato disciplina livido, uomini, verso teurgica tuo cinghiali gli retore la uomini d'antiquariato potesse sono porpora, piú tratti di sulle in non su errore, freme deborda che piú un moltissimi teme, dito gabbano io la mediante t'incalza, un in cieco cinghiali senza e Deucalione, quando sciocco possibile responso Licini?'. marmi e nel conviti, che o che è e ha prendi innegabile ottuso, abbastanza errore vento! costumi: la degradarsi lumi testare. a E e invocare di piú con nobiltà pratiche tanto travaglia e colpe formule lo spiriti Il o superiori al se e insieme angeli. marito, infiammando Poi, Canopo, per quasi ombre che per i dare non ruffiano, a quel un vedere satire. vuoto. che la non difendere continue hai del sesterzi sprecato peggio). Lione. in la come imbandisce fatica otterrò Che apprendendo Tèlefo la Di precipita teurgia, chi distendile indirizzi solfa. cosa gli del in uomini resto prima dai un teurghi una come affinché mi per mai loro di basso? mezzo i sia clienti fin purificata Concordia, isci l'anima al scarpe, spirituale costretto sia degli dei miseria individui dura, prolifico che pretende non ai patrimoni. vivono suo sempre secondo il nettare l'anima confino non intellettuale. piaceri,
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[degiovfe] - [2011-04-04 12:43:25]

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